Progetto

 

Quattro amici che condividono la passione per i viaggi e l’avventura, disegnano e realizzano un progetto di viaggio ambizioso e fortemente voluto che vede l’attraversamento a bordo di un fuoristrada di 20 paesi: Italia, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Lituania, Lettonia, Russia, Mongolia, Cina, Tibet, Nepal, India, Pakistan ,Kirgikistan,  Tajikistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Iran , Turchia e  Grecia.
Attraversare gran parte dell’Europa e dell’Asia, a bordo di un Defender 110 debitamente preparato allo scopo, è molto impegnativo, sia dal punto di vista fisico, poiché le condizioni che affronteremo sono tutt’altro che semplici e di certo dimenticheremo per un po’ il significato del termine “comodità”, sia dal punto di vista organizzativo, poiché la multitudine di pratiche, visti, documenti da produrre, legislazioni da conoscere, organi da contattare in varie lingue , non è di certo incoraggiante.
Tuttavia l’impegno profuso ha dato i suoi frutti ed ormai il countdown per la partenza è ufficialmente partito.
Il viaggio che si prospetta fa parte di quel genere di cose che cambia e arricchisce chi vi partecipa , offrendo la possibilità di confrontarsi con popoli e modi di vivere così diversi dai nostri.
Le difficoltà pratiche e anche quelle burocratiche menzionate sopra hanno fatto sì che ben pochi sono riusciti ad organizzare un percorso che attraversasse cosi’ tanti paesi, ed a nostra notizia sono piu’ di 25 anni che nessuno è riuscito ad organizzare e finalizzare un’ odissea cosi’ intensa.
Questo sentiero verso l’estremo oriente disegnato sulla cartina di mezzo mondo prevede una durata di 60 giorni con l’attraversamento di varie frontiere e andando a lambire alcuni dei punti più suggestivi del pianeta.

Vorremmo che molti prendano la nostra scia per capire che in fondo anche la parte piu’ remota del pianeta che possiamo immaginare è casa nostra ; il nostro desiderio è quello di tracciare una rotta verso destinazioni apparentemente irragiungibili per dimostrarare che non bisogna avere paura di percorrere delle strade che in fondo ci appartengono, strade che portano lontano lontano ma sempre piu’ vicino a noi stessi.

Project

Four people, with different paths, with different lives, but united by a dream, a shared project that finally, after months and months of sacrifice and preparation can realize.
A dream that represents an ideal of life, a need to explore both inner and outer as an imperious desire to know different cultures and places to understand each other better, the will to be able to say “yes! I have been there, I remember, a marvelous place with wonderful people! “.
Four boys face a journey that few have managed to do, both in terms of length and organization complexity, but also for intrinsic difficulties dictated by the hard law of international politics. This because borders are not always open, and, unfortunately, populations are not everywhere in peace among themselves.
A reality that for us westerners can seem distant and almost untrue, but the world out there, that world which at any cost we want to make OUR world, is beaten by fratricidal wars, bloody feuds, inexplicable and remote conflicts, whose causes are already missed in the time flow.
With our little, tiny, minuscule contribution we wish to be able to demonstrate that the world may be one and only one, and the different species that populate it can share its wealth in peace and harmony. Our trip through the borders represents the scream of belonging to a planet that welcomed us all, and that therefore we must respect and love, so that we can all enjoy its wonders without worries or fears.
We wish that many will follow our wake, to understand that, ultimately, even a place that we can imagine the most remote of the planet, is our house. Our desire is to chart a course towards seemingly unreachable destinations, to demonstrate that we should not be afraid to cross streets that definitively belong to us, roads leading far far away, but getting closer to ourselves.
Therefore we look forward for your support, in order to prove that the planet Earth does not belong to a few, but to all of us.

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