8.8.12 – Novosibirsk – Mariinsk

by Andrea posted 8 agosto 2012 category Russia

8.8.12 – Ora locale 20:26 – Tra Novosirbisk e Marinsk  – km percorsi 7008

 

Anzitutto un episodio che ho dimenticato di raccontarvi ieri: piccola sosta effettuata per prepararci un caffè, tra di noi si discute tranquillamente sorseggiando il prezioso liquido,  si instaura piano piano nei nostri animi un sempre più accentuato senso di cameratismo, ormai ci capiamo senza usare le parole; uno sguardo ed uno di noi risistema le scatole nel cofano, un altro senza indugio controlla il livello dell’acqua del circuito di raffreddamento, ed eccoci tutti emozionati riuniti all’interno del defender, il motore parte in sincronia perfetta con i nostri pensieri e ,quasi sul bordo delle lacrime, al limite dall’abbracciarci reciprocamente, partiamo nuovamente per la nostra destinazione.

Arriviamo all’incrocio e subito colpito da tanto vigore cameratesco un camionista ci suona e ci fa un cenno….

Per un momento ognuno di noi s’inorgoglisce per questo spontaneo riconoscimento , tanto più che finora nessun camionista ci aveva salutato; improvvisamente una crepa compare nel mezzo del nostro sogno di gloria… il cenno del camionista sembrava indicare qualcosa di ben preciso, non sembrava un saluto. E all’improvviso l’illuminazione : siamo ripartiti tutti spediti e pimpanti con il nostro portellone posteriore completamente aperto!!!

Taciturni e con lo sgurado basso abbiamo ripreso la strada ( col portellone chiuso ).

Ora ,dopo aver cenato per la prima volta in un autogrill locale , stiamo percorrendo la M53 che ci condurrà direttamente sul lago Bajkal; il cielo minaccia pioggia e la pressione è ancora in diminuzione.

Stiamo decidendo se intraprendere un’altra nottata al volante o se fermarci per poterci stendere un po’ , la giornata è stata pesante difatti questa notte, dopo aver fatto il pieno ad una stazione di servizio dove siamo arrivati col carburante agli sgoccioli, abbiamo intrapreso subito una strada sterrata.

L’asfalto era oramai lontano e anche il paesaggio si è d’improvviso trasformato, diventando in qualche modo più dolce, più equilibrato; l’aria più pungente della notte ci ha accompagnato per centinaia di chilometri su questa strada via via sempre più impervia.

Alle prime luci dell’alba abbiamo fermato il veicolo e siamo scesi tutti a goderci il silenzio maestoso che si accentua ancor di più con il levarsi dei primi raggi di luce.

La vegetazione traslucida per la rugiada era mascherata qua e là da nuvolette di nebbia mattutina, in lontananza il verso dei gufi.

Dietro di noi la strada già percorsa, davanti a noi la strada ancora da percorrere, tutta ancora avvolta nella penombra del mistero delle regioni lontane dalle nostre abitudini e dentro di noi un senso potente di essere nella lontana Siberia, quella con la S maiuscola, la Siberia dei racconti e delle canzoni, descritta come una delle regioni più inospitali del pianeta.

Quella Siberia, signori, verso la quale ,ogni esploratore che si rispetti, è inesorabilmente attratto, come una falena verso una luce intensa….

Colmi di questo sentimento riprendiamo il passo, cominciano riflessioni del tipo: “ oh raga, ma i camion le merci come ce le portano a Novosirbisk? Sicuro qua non riescono a passare”, “ Mah! Può essere ci sia la ferrovia”,” ah! Già! Vero… Sicuro è così”.

E’ così procediamo tra sobbalzi e buche, reggendoci con gambe e mani; siamo pronti ad affrontare qualunque sfida la Siberia ci metta davanti; siamo pronti a percorrere strade mai percorse e a non dormire per settimane se il premio è raggiungere l’esotica capitale siberiana.

Le membra sono doloranti, chi ha cercato di dormire durante questo tragitto, è pieno di lividi, con il mal di testa, la mancanza del sonno ci porta verso una leggera irritabilità; siamo stanchi ma felici delle nostre scelte.

Questo il pensiero dominante finchè la tragica verità non ci esplode in faccia con una potenza inaudita: non narrerò qui di come e perché siamo giunti alla verità ma semplicemente vi rivelerò che le centinaia di chilometri di scomodissime strade non asfaltate di cui portiamo ancora i segni addosso erano assolutamente evitabilissime; era sufficiente imboccare la normale autostrada….

Le ore seguenti abbiamo evitato di rivolgerci la parola….

Accettata la verità il viaggio è proseguito tranquillamente.

La Siberia orientale ci piace di più, i paesaggi sono più accoglienti e anche la gente stessa lo è; Novosirbirsk è una città immensa e pur non essendo una perla sembra vivace e cosmopolita; dopo essere riusciti a selezionare, del tutto istintivamente, il supermercato più squallido della città per fare qualche spesa, abbiamo incontrato un fuoristradista che ci ha guidato fin sulla strada giusta per uscire dalla città.

Abbiamo anche incontrato , lungo la strada, una carovana di fuoristrada italiani, anch’essi diretti in Mongolia.

Ora abbiamo deciso di proseguire, il sole è tramontato e il fresco della sera comincia a farsi sentire.

Andrea ha un nuovo amico: la tigre siberiana che a suo dire è quella con le catene da neve e tutto va bene.

Stasera faremo un brindisi a Valerio, che per primo ci ha sostenuto su Kapipal offrendoci 50 €.

A Valerio ed a tutti quelli che seguiranno un grande GRAZIE.

Comments are closed.

Top