27.8.12 – Ancora tra Jiayuguan e Dunhuang

by Armando posted 12 settembre 2012 category Cina

27.8.12 – Ora locale 18:51 – Ancora tra Jiayuguan e Dunhuang  – km percorsi 15312

 

Anche questa città è identica a tutte le altre e sembra tutto assolutamente finto.

Arriviamo in albergo presto e ne approfittiamo per avere un po’ di relax.

Laviamo i vestiti, sistemiamo un po’ le cose e visto che abbiamo tempo facciamo una passeggiata per la città. Ad abbellire un po’ il tutte c’è il fiume che divide in due la cittadina ed in lontananza la vista delle dune di sabbia, nostra meta per domani.

Una parte della città è ancora in via di ristrutturazione e qui troviamo l’aspetto che doveva avere prima del nuovo piano regolatore: viottoli dove si annidano negozi di ogni sorta, intervallati da venditori di carne di provenienza misteriosa e dall’aspetto poco rassicurante; palazzi semi-demoliti che si sgretolano solo a guardarli e stradine polverose con i tombini scoperchiati.

Ammaliati da un insegna recante il logo Illy , che per noi è come un’oasi nel deserto, ci precipitiamo dentro il locale per prendere un caffè.

Il posto è molto carino, ha tutto l’aspetto di un caffè letterario con tavoli circondati da riviste, libri e piante.

La ragazza che ci serve il caffè ha la stessa affabilità di Rocky quando è sul ring con Ivan Drago e lo stesso sorriso di Bin Laden quando parla dell’America.

Tuttavia il caffè non è malaccio ed è un piacevole diversivo.

Per il resto non facciamo nulla di straordinario: rifacciamo ancora una volta la spesa, ritiriamo i soldi dalla banca e torniamo in albergo prima di andare a mangiare qualcosa.

Questa Cina che si sta rinnovando in questo modo così veloce e radicale non ci piace molto, quello che sentiamo, ciò che respiriamo, ciò che vediamo ci suggerisce che questo popolo non ha nessun interesse a conservare le proprie radici e nel processo di demolizione pensiamo sia coinvolto anche il modo tradizionale cinese di vivere e di intendere la vita.

È anche vero che il progresso, nel bene e nel male, non si può fermare e anche se ci fa storcere il naso il fatto di vedere motorini elettrici al posto delle biciclette e tre ruote al posto dei risciò bisogna anche capire che tutto ciò fa parte del processo globale di modernizzazione.

La speranza rimane che si possa trovare un equilibrio tra passato e futuro, in modo che non vada perduta la storia millenaria di questa nazione che piano piano si sta aprendo all’occidente sempre di più.

Mangiamo in un ristorante e possiamo finalmente apprezzare la differenza immensa tra la vera cucina cinese e quella propinata dai ristoranti cinesi in Italia. Mangiamo vari tipi di piatti: pollo, maiale, manzo, verdure di vario tipo, tutto rigorosamente accompagnato da riso e thè caldo.

Un pasto veramente di qualità che ci rimonta il morale anche se non ce n’è bisogno.

Per digerire facciamo una lunga passeggiata per la città e di notte è molto più gradevole che di giorno; specialmente lungo il fiume dove la stradina che lo costeggia è accompagnata da piccole pagode completamente illuminate.

La passeggiata è rilassante ed anche rinfrancante e ci troviamo improvvisamente ad ammirare ,su una piazza, un gruppo di donne che ballano tutte a ritmo con una espressione di assoluta severità sul volto.

Inutile tentare di scorgere anche solo il sospetto di un sorriso, o di un grammo di gioia , sui loro volti: espressioni congelate e movimenti controllati.

L’impressione è la stessa di quando si guarda la sfilata militare del 2 giugno: una parata dove il senso del dovere supera il divertimento.

Veramente sembra quasi che ballino poiché è loro preciso compito governativo piuttosto che sia un effettivo divertimento.

Tentiamo di prendere qualcosa in un locale che possa assomigliare ad un bar ( la cultura del bar non esiste in Cina ) ed il risultato è che ci troviamo in un locale sotterraneo al buio dove siamo solo noi, il proprietario del locale e una cliente che canta in karaoke seguendo il testo su un video di una tristezza inesplicabile.

Fallito questo esperimento battiamo in ritirata verso l’albergo.

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