24.8.12 – Tra Xi’an e Lanzhou

by Armando posted 5 settembre 2012 category Cina

24.8.12 – Ora locale 17:44 -  Tra Xi’an e Lanzhou – km percorsi  14089

 

L’armata di terracotta, la muraglia e la città proibita sono probabilmente tra le opere più conosciute della Cina.

Dopo aver pagato, come al solito, un prezzo esagerato per poter entrare nel museo, e dopo aver educatamente declinato l’aiuto di stormi di guide locali che si presentano come assolutamente indispensabili per poter accedere nel museo ( e che presentano un’interessantissima attitudine molto simile a quella delle cozze per quanto riguarda la capacità di non staccarsi ), entriamo nella grande area dedicata a questo museo costruito direttamente sul luogo del ritrovamento.

Vi sono tre strutture principali tutte immerse in un parco disseminato, lungo il sentiero che conduce alle strutture principali, di bancarelle, negozi di souvenir, ristoranti, ed anche una banca.

Entriamo nei tre padiglioni ( ovviamente in senso inverso ), ed appena entrati si presentano subito di fronte a noi questi splendidi guerrieri immortali, tutti con una espressione diversa, con diversi equipaggiamenti e armature; tutti in fila, fedelissimi servitori di un imperatore considerato dio, pronti ad offrire la loro eterna lealtà e a lottare contro ogni nemico.

Il “puzzo” di storia in questa sala è immenso e ci assale piacevolmente percorrendo con un brivido le nostre schiene e avvolgendoci col suo manto si mistero imperscrutabile.

Quello che si prova, lì fermi sulla balaustra ad ammirare questo spettacolo immobile, è imbarazzante; la volontà di estendere verso l’eterno tanta potenza rimane oscura per noi, che tanto cerchiamo , fissando questo scenario, di distillarne l’essenza.

C’è anche la tomba dell’imperatore sepolta nella montagna, ma questa rimane chiusa ai visitatori ed aperta solo per visitatori eccellenti quali ministri e capi di stato.

La struttura della tomba e le modalità di costruzione presentano delle affinità con la costruzione delle piramidi dei grandi faraoni, aumentandone il mistero tutt’oggi irrisolto.

È assolutamente da vedere.

Per chi ama la storia è un pezzo imperdibile del tempo degli uomini su questo pianeta e per chi è semplicemente curioso un’occasione da non perdere.

Una cosa che abbiamo particolarmente apprezzato di questo museo è anche il fatto che esso , non soltanto è un’esposizione di reperti archeologici, ma è al tempo stesso un laboratorio archeologico; infatti in alcune aree del padiglione studiosi e tecnici sono all’opera per catalogare, pulire, studiare, comprendere questi artefatti.

Di lavoro ce n’è tanto, difatti sono state ritrovate circa 6000 statue di cui solo una parte sono esposte.

Il secondo e terzo padiglione sono diversi dal primo; non è uno scavo esposto a presentarsi qui ma piuttosto un museo più tradizionale con le teche dove sono esposti i vari oggetti ritrovati durante gli scavi.

Come si può facilmente immaginare gli oggetti in questione sono strettamente legati alla vita quotidiana degli artigiani di quel tempo: pettini, gioielli, ciotole, utensili; e dei soldati: spade, frecce.

Sono esposti due splendidi carri di bronzo in miniatura, dettagliatissimi.

Questa visita è stata splendida ed è un po’ a malincuore che portiamo i nostri passi verso la prossima tappa.

Ritorniamo in “albergo”, dove fra l’altro Frank è rimasto gloriosamente a dormire tutta la mattina come farebbe senz’altro qualsiasi guida professionista, recuperiamo il nostro passeggero cinese e , dopo il nostro ritiro giornaliero al bancomat di 1000 yuan, ripartiamo.

Dopo poco, accecati dal senso di fame, ci fermiamo al primo autogrill.

Qui c’è una bancarellina che fa una specie di minihamburger con sottaceti e pezzetti di carne che si rivela essere buonissimo.

L’unica pecca è la dimensione di questo panino che per i nostri stomaci risulta irrisoria.

Il resto della giornata è fatta di autostrada, camion e pedaggio autostradale.

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