23.8.12 – Tra Pechino e Xi’an

by Armando posted 5 settembre 2012 category Cina

23.8.12 – Ora locale 21:33 – Tra Pechino e Xi’an– km percorsi  13551

 

Una giornata percorsa interamente in auto.

I chilometri da coprire per raggiungere la nostra prossima meta erano più di mille perciò siamo partiti di buon’ora ( come quasi tutte le mattine ) già consapevoli della giornata sacrificata che avremmo dovuto trascorrere.

I paesaggi, i volti, i palazzi, le montagne scorrono dal finestrino perdendosi immediatamente nella turbolenza di un’immagine mai messa a fuoco.

Alternandoci tra stadi di dormiveglia, soprattutto la mattina, tentiamo di ingannare il tempo in ogni modo possibile affinchè la noia non prenda il sopravvento.

È difficile, e lo è ancor di più quando i muscoli doloranti reclamano un po’ di movimento dopo ore trascorse nella stessa posizione.

E allora alterniamo le lunghe corse sull’autostrada a piccole pause in queste immense stazioni di servizio tutte uguali, dove puntualmente un capannello di persone circonda la nostra auto incuriositi da questi quattro occidentali con quest’auto così strana.

La Cina, questo paese tanto coperto dal mistero; in tempi antichi detentori di una saggezza vetusta ed oggi superpotenza capital-comunista…

Antitetica espressione ma che si coglie appieno passeggiando per le strade di Pechino o attraversando le altre città; con quest’aria di operosità generale, di costante flusso di movimenti.

Operosità su tutti i livelli, qui il singolo è operoso come lo è lo stato.

E noi attraversiamo questo paese in pieno subbuglio e non sappiamo bene cosa pensare, non sappiamo gestire ancora tutte le informazioni che riceviamo: gli odori, i sapori, i colori.

Molte cose sembrano come da noi ma qualcosa di sottile, qualcosa di impermeabile alla nostra cultura, ci impedisce di precipitarci dentro questa società.

Una cosa che abbiamo capito  e che anche la nostra guida ha confermato è che questa società cambia forma e contenuto ogni giorno, modificandosi continuamente per meglio adattarsi al presente.

Dopo quasi 1100 chilometri di autostrada piatta e rettilinea arriviamo nel villaggio dove passeremo la notte.

Questo villaggio è adiacente al museo dove è conservata l’armata di terracotta ed è costituito da ville a schiera tutte uguali tra di loro; un tempo qui vi era un villaggio di contadini ma subito dopo il ritrovamento delle statue dei guerrieri lo stato ha espropriato l’intera area, ha raso al suolo quello che c’era ed ha costruito queste ville per risarcire i contadini di un tempo.

Ora il posto è strettamente turistico ed ogni famiglia offre cibo e stanze da letto ai viaggiatori.

Infatti dormiremo in una di queste villette , tutti e quattro in una stanza lugubre e fatiscente.

L’intero paese emana una sorta di isolamento dallo spazio e dal tempo, senza tuttavia essere suggestivo ma anzi trasuda artificialità e anche un po’ di tristezza.

Le luci sulla piazza principale sono tutte spente  e dei vari punti ristoro solo quello dove ci siamo fermati è aperto.

Dopo una doccia ristoratrice in un bagno disastrato scendiamo giù a prendere qualche birra per un po’ di relax.

Frank , prima spacciatosi per astemio, beve birra con rilassata disinvoltura stimolando il nostro occidentalissimo spirito di competizione; perciò birra dopo birra, racconto su racconto, riusciamo a finire la scorta di birra del bar e presi da sconforto andiamo finalmente a stenderci dopo questa giornata interminabile.

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