2.9.12 – Tra Zang-Mu e Kathmandu

by Armando posted 19 settembre 2012 category Nepal

2.9.12 – Tra Zangh-Mu e Kathmandu – Km percorsi 18813

 

Svegliati alle 8 iniziamo ad attendere il via libera dalla dogana, gli orari di apertura della quale come al solito sono avvolti in una impenetrabile nebbia di mistero.

Nel frattempo giriamo un pò a piedi per osservare con calma la città e il paesaggio, ci dirigiamo verso il ponte lungo la strada verso Kathmandu e notiamo gli alberi che si scuotono…

Osservando più attentamente abbiamo una sorpresa del tutto inaspettata: un gruppo di simpatiche scimmie che saltano, giocano e litigano tra i rami sottilissimi della vegetazione sospesa ad almeno 70 metri al di sopra di un crepaccio sotto cui si scatena la cascata di un fiume; immedesimarsi anche solo un secondo in uno di questi animaletti che fanno simili acrobazie ti fa scorrere un brivido lungo la schiena osservando il vuoto sottostante.

Scattate le foto di rito iniziamo ad avere una discreta fame e l’attenzione si sposta immediatamente sulla vetrina di un pub dove campeggia la gigantesca scritta  ”chicken burger”.

Un “chickenburger” in un momento come questo e con la fame che abbiamo ci fa partire una salivazione piuttosto intensa…

Entriamo pieni di gioia, chiediamo al commesso e dopo svariati minuti di attesa ovviamente scopriamo che non ce l’hanno.

La loro espressione risulta essere anche piuttosto sorpresa, come a chiedergli un pesce palla in agrodolce.

Ripieghiamo sulle solite patatine pringles che per non so quale motivo risultano tutte macinate nella confezione. Nel frattempo la procedura doganale fa il suo corso e finalmente possiamo raggiungere la frontiera di uscita cinese.

Altra burocrazia…l’ufficiale in carica inizia creare problemi che non esistono che poi vengono inspiegabilmente risolti da 3 bottiglie di tè e un succo di frutta offertogli dalla nostra guida. Risolto con questo ispettore sembra che ormai è tutto risolto…sbagliato! ne arriva un’altro che inizia a farci storie relativamente alla quarantena.

Decidiamo di aspettare con estrema pazienza che la situazione evolva a nostro favore e nel frattempo aiutiamo un simpatico ragazzo a cambiare la cordina del gas della sua moto e come solito ci chiede informazioni incuriosito dal nostro viaggio.

Approfittiamo dell’attesa anche per mangiare delle uova al tegamino fritte in un piccolo ristorante a ridosso dell’ufficio e finalmente dopo circa 2 ore riusciamo a superare anche questo ostacolo…pochi metri e la frontiera di ingresso Nepalese è di fronte a noi.

Altri camion, altre file, altre attese.

Giulio e Andrea si incamminano verso gli uffici a piedi cercando di avvantaggiarsi con le procedure relative al carnet de passage dell’auto e dei visti.

Già, perchè il visto per il Nepal non viene rilasciato dall’ambasciata, si fa direttamente in frontiera.

Pensavamo che fosse una procedura piuttosto macchinosa e difficile…niente di più falso. Giulio e Andrea si presentano con 4 passaporti, compresi quelli di Armando e Gabriele e riescono ad ottenere senza alcuna difficoltà il visto per gli altri 2 senza che questi si presentino nemmeno dinnanzi al funzionario…stavano aspettando in macchina lungo la fila. 25$ a testa e pronti i 4 visti sul passaporto.

A questo punto è la volta dell’ufficio doganale per il carnet de passage, il tizio sbaglia tutto.

Probabilmente è la prima volta che lo compila, forse è stupido, fatto sta che riesce a mettere i timbri sbagliati nei posti sbagliati e ad omettere date e firme.

E’ una cosa molto delicata, il carnet de passage infatti è un documento relativo all’auto che attesta sostanzialmente l’avvenuta importazione ed esportazione del veicolo. Se si sbaglia a compilarlo in ingresso alla nazione nel momento in cui si esce è probabile che sorgano dei grossi problemi, problemi che potrebbero anche costringerti a tornare indietro fino alla frontiera di ingresso per farlo compilare correttamente. Per noi è semplicemente impensabile quindi scatta la caccia all’uomo che nel frattempo si era dileguato fra le decine di auto e camion che affollano questa frontiera stretta, umida e rumorosa.

Lo troviamo e gli diamo ordini ben precisi su come deve essere compilato, partiamo a questo punto alla volta di Kathmandu verso le 16. La strada si presenta subito priva di asfalto e colma di buche, fango e acqua. La velocità di crociera si attesta tra i 25 e i 30km/h al massimo, ma per fortuna Kathmandu non è lontana e la raggiungiamo verso le 21 e 30, è a questo punto che Andrea ha il piacere di essere fermato e sottoposto all’alcol test per la seconda volta nella sua vita qui, a Kathmandu.

Fortunatamente non aveva toccato una goccia di alcol quel giorno quindi nessun problema e ci addentriamo nella città per trovare un posto dove mangiare. Localizziamo un chiosco vicino ad un cinema multisala che fa degli ottimi hamburger e piadine avvolte con l’uovo. Facciamo razzia e andiamo a cercare un posto dove fare il campo e dormire, operazione non semplice in una città del tutto sconosciuta, di notte e piuttosto affollata. E’ preferibile scegliere posti piuttosto isolati e che non diano molto nell’occhio, in zone che non sembrano pericolose.

Riusciamo a trovare ciò che fa al caso nostro e, sorpresa delle sorprese, riusciamo anche ad intercettare una connessione WiFi di un abitazione vicina che ha lasciato come impostazione di default la password “ADMIN”.

Un nerd che si rispetti  ogni volta tenta di forzare una password almeno con le parole chiave admin – administrator – xxx o qwerty1234 e a questo giro il Nepalese ci è cascato come un merlo…!!!!

Perciò accompagniamo le ultime ore prima di andare a dormire con birra ed internet.

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