18.8.12 – Tra Sain Shand e Zamin Uud

by Armando posted 22 agosto 2012 category Mongolia

18.8.12 – Ora locale 22:14 – Tra Sain Shand e Zamin Uud – km percorsi 11381

 

Nell’avvicinarci alla frontiera cino-mongola cogliamo l’occasione per fare una visita al monastero di Shambalaa sulla collina Khamarin Hid.

Si tratta di un monastero purtroppo ricostruito e quindi i materiali di costruzione sono nuovi ed entrandovi si sente ancora molto forte l’odore di vernice.

Tuttavia il fascino del luogo non è andato perso e ancora si vedono i monaci buddhisti intenti nelle loro pratiche.

La cupola centrale , al suo interno , custodisce immagini lavorate nel rame di personaggi tipici della tradizione buddhista e le didascalie fortunatamente sono anche in inglese. In questo modo riusciamo a cogliere il significato delle scene rappresentate e da ciò riusciamo ad intuire come molto , sulla morale, sia insegnato attraverso delle favole.

Dal monastero parte un sentiero, un camminamento sacro,  che porta fino ad una campana molto grande. Lungo il sentiero vi sono le tipiche ruote e ,ad intervalli regolari, vi sono anche dei piloni sui quali spesso incontriamo dei corvi dal piumaggio di un nero così intenso che il sole , riflettendovi sopra, lo fa sembrare bianco.

Una volta arrivati alla campana bisogna annunciare la propria disponibilità ad assorbire l’energia sacra del posto suonando per tre volte la campana.

Intorno alla struttura dove risiede questa campana a guardia del mondo spirituale, vi sono degli Ovoo ed anche dei cerchi disegnati sul suolo con le pietre.

Ritornati al monastero vediamo i bambini giocare sulla piazza di fronte alla struttura e Giulio afferra l’occasione per regalare a questi bambini degli album colorati dell’associazione No al Melanoma, la quale si occupa di far conoscere nel mondo i pericoli del melanoma e quindi di sensibilizzare la gente per poter sconfiggere questo male.

Rasserenati da questa visita riprendiamo la strada per la città al confine e così incontriamo un ciclista che pedalando nel nulla suscita tutta la nostra curiosità. Lo superiamo e ne perdiamo presto le tracce.

Abbiamo molto tempo a disposizione e ne approfittiamo per ricaricare la sim che ci fornisce il segnale internet.

La precedente sim da 1 Giga è stata risucchiata dalla dipendenza virale di Andrea da ogni forma di onde elettromagnetiche e perciò per evitare una temutissima crisi di astinenza da parte di quest’ultimo dobbiamo al più presto trovare una nuova dose.

Compiuta la missione di vitale importanza riprendiamo il nostro peregrinare e sulla strada incrociamo un serpente, il quale è stato prontamente preso d’assalto da quattro turisti italiani che non avevano niente di meglio da fare che importunare un pacifico sangue freddo. Perciò dopo 12000 foto e dopo aver ricevuto una quantità equivalente di insulti e di maledizioni da parte del rettile ritorniamo al veicolo.

L’ingresso in Cina si avvicina ed onestamente siamo un po’ ansiosi di percorrere le strade di questo antico paese.

Alla frontiera ci aspetta Frank, la nostra guida cinese, e le congetture sull’origine di questo nome si sprecano come anche le teorie sul tipo di persona che possa essere.

Sorge in noi anche la consapevolezza che la comodità del mezzo, che già in quattro è rispettabilmente deleteria, una volta imbarcate cinque persone, potrà raggiungere tranquillamente vette mai raggiunte di scomodità…

Troviamo un campo per la notte un po’ fuori città. Domani avremo molto tempo a disposizione e ben poco da fare quindi passiamo la serata a discutere sulle possibilità di inventarci qualcosa, senza tuttavia raggiungere una soluzione concreta; rinviamo il tutto all’indomani e avviamo le procedure per andare a dormire.

Comments are closed.

Top