17.8.12 – Tra Manlay e Sain Shand

by Armando posted 22 agosto 2012 category Mongolia

17.8.12 – Ora locale 00:14 – Tra  Manlay e Sain Shand – km percorsi 11231

 

In lontananza vediamo avvicinarsi , dopo svariate peregrinazioni, la cittadina di Sain Shand.

Lungo il tragitto abbiamo ancora e ancora chiesto informazioni; siamo entrati nelle gher , per constatare ancora una volta come le persone che vi abitano, tengano ad accoglierci offrendoci le loro cose più preziose: la ciotola più colma, lo sgabello sul tappeto vicino la stufa, il letto più confortevole.

La cittadina di Sain Shand è un posto di transito importante poiché viene attraversata dalla strada che collega la Mongolia con Pechino ed è un punto di ristoro nell’inospitale zona del Gobi.

È un coacervo di strutture costruite male, altre in costruzione ed altre mai terminate, la polvere è ovunque; noi abbiamo necessità di una doccia e perciò ci dedichiamo a cercare un albergo dove passare la notte. Lo troviamo usando la nostra guida ed una volta individuatolo, tentiamo di raggiungerlo per le vie normali ma risulta essere un’impresa impossibile; infatti. L’unica strada che porta all’ingresso dell’albergo è sbarrata da tutte le parti e quello che una volta era l’asfalto è ora un terreno pieno di buche, dossi, cumuli di fango duro e pietroni enormi.

L’unica possibilità d’accesso è una stradina via marciapiede che presenta la stessa difficoltà di una gara internazionale di trial fuoristradistico…

Superiamo la prova, grazie alla preparazione del nostro veicolo, e riusciamo a raggiungere il nostro Hotel, il Dornogobi hotel.

Finalmente potremo rilassarci e soprattutto lavarci.

Prima del meritato riposo, tuttavia, controlliamo il radiatore, il quale presenta una perdita d’acqua; non riusciamo a capire da dove possa venire, infatti bisognerebbe smontare tutto, perciò decidiamo di tenere d’occhio la cosa e di smontarlo in un momento più propizio.

Prendiamo le camere nell’albergo dall’aspetto un po’ disastrato e saliamo con lo scopo preciso di levarci la polvere dalla pelle.

Prima di ciò dedichiamo una buona oretta al lavaggio dei vestiti.

Questo ci da l’opportunità di scoprire che non c’è acqua calda poiché, ovviamente, proprio oggi si è rotta la caldaia….

No comment…

Affrontiamo con coraggio la situazione e finita la doccia subito chiamo i soccorsi, visto che la porta del bagno una volta chiusa, non si poteva più aprire dall’interno; perciò due le possibilità, o una sentinella per controllare l’ingresso e l’uscita dal bagno oppure buttare giù la porta una volta per tutte.

Abbiamo optato per la sentinella e questo ci ha permesso di evitare di fare ulteriori danni alla camera.

Che magnifica sensazione farsi la doccia dopo averla sognata per notti intere…

Freschi e tonificati ci ritroviamo per andare a cena, abbiamo voglia di mangiare tipico e chiediamo informazioni per trovare un posto adeguato, per fortuna veniamo accompagnati direttamente al ristorante da una ragazza che in seguito ha chiesto un passaggio per tornare da dove era venuta.

Giulio ,grazie alla doccia fredda si è raffreddato, ed ora pronuncia le “v” come “b” e le “n” come “d”, perciò non sarà lui ad ordinare…

Ordiniamo tutti piatti tipici dai nomi evocativi: brodo di carne di montone con ravioli ripieni di carne, riso speziato, lo tsuivan: un piatto fatto con pasta, verdure e carne di montone molto buono; il kuushuur che sono dei panzerotti ripieni con verdure varie, anche questi molto buoni e birra locale.

La cena è ottima e rappacificati con il nostro stomaco facciamo ritorno alle nostre stanze dove dormiremo su dei materassi ( o quasi…).

Una volta in camera ( erano due adiacenti l’una all’altra ) Andrea ed io non troviamo cosa migliore da fare che quella di chattare tra di noi; 50 centimetri ci separano ma la nostra estrema socialità ci spinge ad esprimerci in questo modo e poi non essendo nella stessa stanza, ed avendo un muro separatorio tra di noi, quale migliore cosa che usare le stupefacenti armi tecnologiche a nostra disposizione per superare questo insormontabile ostacolo?

Ed infine vorremmo ringraziare Land Italia che ha contribuito  al nostro progetto.

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