16.8.12 – Tra Yolyn Am e Manlay

by Armando posted 22 agosto 2012 category Mongolia

16.8.12 – Ora locale 22:08 – Tra Yolyn Am e Manlay – km percorsi 11056 Come trasformare 40 chilometri di strada in 150 chilometri di disperazione nel cercare la direzione e la pista giusta… Ecco l’attività principale di questa nostra giornata. Oltre all’aver scoperto due trafilature di olio da parte del defender. Non dovrebbe essere nulla di grave ma ci toccherà tenere costantemente sotto controllo queste piccole perdite. La cornice che ci ha accompagnato lungo tutto il tragitto è stato il deserto mongolo con le sue vaste praterie. E lungo le varie piste che solcano queste lande desertiche non sono di certo mancati i dossi e le buche, ed è stato nostro piacere farci sorprendere da queste insidie per ben due volte; con sommo ringraziamento da parte delle nostre schiene. La stanchezza si fa sentire ed anche, nostro malgrado, la mancanza di comodità; per fortuna oramai abbiamo appreso perfettamente come fare e disfare il campo in pochissimo tempo e perciò non abbiamo difficoltà a fermarci per cucinare qualcosa e per rilassarci. Un rituale questo che ci permette di spezzare il viaggio continuo e di ricaricare il nostro morale, ormai troppo abituato a veder scorrere paesaggi dai finestrini. Abbiamo anche un po’ perso la cognizione del tempo e sinceramente non ci importa sapere quale giorno della settimana sia. Abbiamo lasciato questo aspetto della vita alle nostre spalle per un po’ e non abbiamo intenzione di recuperarlo. Il nostro morale è alto, i nostri animi, anche se a volte molto stanchi, sono ben saldi e decisi a proseguire questa traversata fatta di frontiere, culture, visi e sorrisi tutti differenti, tutti portatori di un qualcosa di leggermente misterioso e lontano. Questo nostro solcare le vite degli altri con questa velocità, se da un lato non ci permette di amalgamarci, dall’altro ci offre una panoramica straordinaria su una grande porzione di questo nostro immenso ( nella forma e nello spirito ) pianeta. Ci sentiamo un po’ come dei viaggiatori che attraverso il tempo e lo spazio riescono a misurare, senza tuttavia giudicare, la bellezza delle cose. Ripeto: il nostro non è solo un viaggio tra quattro amici che vogliono divertirsi; il nostro è un viaggio che vuole essere simbolo ed emblema di un modo di vedere le cose un po’ divergente dal solito; vogliamo infatti trasmettere il più possibile alle persone che popolano questo nostro universo, che il mondo, il pianeta terra, la madre terra, Gea, non sono altro che un unico insieme di forme e colori differenti tra loro e per questo fatti per vivere insieme. Senza disarmonie tra queste diversità, senza tutte quelle cose che oggi distorcono i nostri pensieri.. Ma ,anzi, in perfetta armonia e sincronia tra di loro, formando così un’unica entità, un’unica volontà pronta e ardita, cosciente del suo potenziale, e così atta a risollevarsi e a portare nuovi frutti, magnifici e splendenti.

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