15.8.12 – Tra Tsogt-Ovoo e Yolyn Am

by Armando posted 17 agosto 2012 category Mongolia

15.8.12 – Ora locale 22:43 – Tra Tsogt-Ovoo e Yolyn Am  – km percorsi 10688

Ancora chilometri e chilometri di deserto, di buche, di deviazioni, di sterrato massacrante.

Gli ammortizzatori del defender sono allo stremo delle loro funzioni vitali e trasmettono questo loro malessere anche alle nostre schiene, gambe, braccia, teste.

La polvere entra ovunque, anche con i finestrini alzati ed il vento comincia a diventare impetuoso. È stata anche una giornata all’insegna del chiedere le informazioni, poiché nel cercare la valle di Yolyn Am ci siamo persi più e più volte.

I mongoli sono sempre disponibili a dare informazioni e più di una volta ci volevano fare strada con le loro moto e addirittura uno è salito con noi in macchina per accompagnarci fino all’incrocio.

Tentativo infruttuoso poiché dopo già 100 metri eravamo già irrimediabilmente persi…

In questa nostra continua ricerca dell’informazione perfetta abbiamo avuto anche l’occasione di entrare nelle gher, le tende tipiche , e l’accoglienza che ci hanno offerto è veramente emblematica: ci hanno offerto cibo e bevande, ci hanno indicato il letto per dirci di stenderci per riposare un po’, ci hanno fatto sedere nel posto più comodo; Giulio addirittura si è ritrovato con un cucciolo di capra nelle braccia, il quale gli ha lasciato addosso un ricordo liquido e giallastro ( motivo per il quale non abbiamo più frequentato Giulio per un po’ ).

Veramente sono stupito da quanto possano essere accoglienti queste persone ed il fatto di aver letto che questo senso di ospitalità è un’eredità dei secoli passati ,quando era quasi vitale far mangiare e riposare un eventuale viaggiatore per assicurargli la sopravvivenza viste le estreme condizioni climatiche, non cambia di una virgola la mia considerazione per questo aspetto.

Dopo ore di ricerca, e non senza aver scoperto nel nostro vagabondare una gola rocciosa tanto piccola quanto bella, arriviamo finalmente al parco naturale dello Yolyn Am.

È un lungo sentiero che percorre una valle che in alcuni punti ha dei pendi dolci ed erbosi ed in altri invece è rocciosa e ripida.

Qui sono molto numerosi gli Ovoo, ovvero delle piramidi di varie dimensioni fatte accumulando pietre; vi sono quasi sempre tra queste pietre dei nastri blu che fanno varie spirali attorno a queste piramidi.

Ho visto nei cumuli anche delle banconote e a volte dei teschi e delle corna di animali.

Sono di origine votiva e sono fatte nei luoghi considerati sacri, laddove le energie della terra hanno maggiore possibilità di essere percepite dall’animo umano.

Suggestive per davvero.

Ed in questa valle abbiamo incontrato i Pika: queste creaturine simpatiche, una specie di incrocio tra uno scoiattolo ed un coniglio se proprio vogliamo dirla tutta, popolano tutti i meandri di questa valle.

Sono tanto graziose quanto fastidiose poiché hanno l’innata capacità di spostarsi nel preciso momento in cui state per scattare la foto…

Rimangono lì in posa per permettervi di prendere la vostra macchina fotografica, vi permettono anche di inquadrarli e addirittura di mettere a fuoco ma qualunque sia la vostra velocità di esecuzione , sceglieranno l’esatto momento dello scatto per dileguarsi.

Se avessero lo stesso talento anche in altri campi, come ad esempio la matematica o la politica, potrebbero tranquillamente conquistare il mondo e diventare la specie dominante in cima alla catena alimentare.

Finiamo la visita al parco, Andrea è un po’ sofferente, è da due giorni che non sta molto bene e cerchiamo un campo lì vicino; possibilmente un posto riparato dal vento.

Lo troviamo poco dopo ed in un tutta fretta prepariamo il campo.

È presto notte e consumata la cena ci soffermiamo a guardare le stelle.

Il vento soffia tra le colline, ogni luce artificiale è ormai un ricordo lontano, la fresca temeperatura diventa pungente ed i nostri cuori , rallentati dal rilassamento dopo la cena, accelerano di nuovo i loro battiti quando gli occhi incontrano la volta celeste: stelle su stelle… Stelle quasi appese…

Facendo il gesto di prenderle con la mano si ha l’impressione che ti scorrano via dalle dita, come quando con la mano piena di sabbia la immergiamo in acqua.

Un cielo così vicino ad ogni palpito del nostro cuore da farci sentire una parte del tutto, in armonia con le vibrazione del cosmo….

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