13.8.12 – Tra Ulaan Baatar e Mandalgobi

by Armando posted 17 agosto 2012 category Mongolia

13.8.12 – Ora locale 00:40 – Tra Ulaan Baatar e Mandalgobi – km percorsi 10174

Freschi di dormita e di doccia appena fatta, con la sveglia abbastanza tardi, abbiamo affrontato con un sorriso la visita di Ulaan Baatar.

E’ una città estremamente caotica e inquinata, il boom economico ed edilizio che è in corso fa di questa capitale un cantiere perenne in continua evoluzione. La piazza centrale è immensa e sul versante Nord si innalza, imponentissimo, il palazzo del governo con al centro una gigantesca statua di un Khan difesa ai lati da due cavalieri mongoli in assetto da battaglia.

Le macchine schizzano ovunque e gli autisti hanno il simpaticissimo vizio di usare il clacson, in maniera prolungata e ostinata, per qualunque situazione nella quale si trovino. I veicoli che circolano sono di tutte le specie ed alcuni penso siano autocostruiti per quanto sono precari nell’aspetto. Visitiamo anche le poste mongole ( dovevamo spedire delle cartoline per conto di Nyamaa ) e in seguito ci fermiamo lì vicino in un pub per rifocillarci.

Il cibo mongolo è veramente buono; la carne grassa è cucinata veramente bene e, anche se per noi risulta un po’ pesante, vale veramente la pena gustarla accompagnandola con una birra locale. Seduti a tavola ci organizziamo per la giornata e fatti un po’ di conti decidiamo di partire in serata in direzione Sud. Perciò finito il pranzo torniamo alla Guest House e cominciamo i preparativi per la partenza ,e qui il nostro Andrea fa la scoperta che la Sim dati dell’operatore mongolo non funziona , o meglio non riusciamo a connetterci ad internet a causa di parametri non corretti; sicchè, vista l’ora tarda ci dividiamo i compiti: Gabriele e Giulio andranno a fare un po’ di spesa e fare rifornimento di acqua e di gasolio mentre Andrea ed io, accompagnati dal figlio di Nyamaa andremo al centro assistenza per risolvere il problema.

Camminiamo senza sosta per chilometri e chilometri, durante il tragitto esploriamo le infinite possibilità che potrebbero condurci alla soluzione del guasto .

Il nostro lato più Nerd ( ovvero la capacità che alcune persone sviluppano nell’isolarsi da qualunque forma di vita sociale per esplorare e fare ogni tipo di congettura sul mondo infinito della tecnologia, specialmente nella tecnologia informatica. Queste persone vengono anche dette “ no life men” e si caratterizzano per la pelle biancastra e molliccia disseminata di brufoli di varia specie ) viene esposto a luce viva. I nostri ragionamenti ci conducono lontano: dall’ipotizzare che il server non risponda correttamente poiché va in contrasto con il tipo di tecnologia da noi utilizzato, fino a supporre che possa trattarsi di interferenze ad onda lunga emesse dall’astronave madre aliena in orbita statica dietro la luna con la precisa finalità di impedirci di comunicare con il resto del pianeta… Arrivati disidratati e con la barba più lunga al centro assistenza incontriamo la persona incaricata di salvarci la vita: esposto il problema e manifestata la nostra impossibilità di comprendere questo mistero, essa ,inquadrata la tastiera del nostro pc ,scriveva con professionalità disumana la seguente parola su un preciso parametro : “INTERNET”.

E google apparve!!!

Estasiati ed al tempo stesso demoliti da questa esperienza riprendiamo il cammino lunghissimo fino alla base senza parlarci ed evitando di guardarci negli occhi… Digerita l’esperienza ci incontriamo con gli altri alla Guest House. Qui salutati tutti quanti e dopo numerose fotografie ricordo prendiamo la strada che ci condurrà a Sud, verso le immense praterie dell’altipiano mongolo. Il Defender mette le sue ruote sulla strada per il deserto; siamo partiti tardi e già il sole si dissolve tra mille coloratissimi riflessi.

Quando fa buio oramai siamo già sulle piste, di asfalto non se ne parlerà più per un po’ e le indicazioni stradali fanno parte di un’altra storia ( e non è questa di sicuro )…. Tentiamo di seguire gli autisti locali per usarli come apripista, ma non è impresa da poco poiché apparentemente o conoscono alla perfezione le piste oppure non hanno nessun istinto di sopravvivenza, ma in ogni caso il risultato è che schiacciano il pedale del gas come i concorrenti di un quizshow schiacciano il pulsante per prenotare la risposta prima degli altri partecipanti. Ed è quando ci ritroviamo soli, senza nessuna luce all’orizzonte, perduti e stanchi, senza nessun punto di riferimento e procedendo a 5 chilometri orari che ci ricordiamo le ultime insistite raccomandazioni di Roberto: “ Mi raccomando, soprattutto non guidate di notte sulle piste. Voi, quando vedete che il sole sfiora l’orizzonte fermate la macchina e preparate il campo per la notte, altrimenti si rischia di perdersi.”

Così verso mezzanotte facemmo il campo ed aspettammo l’alba….

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