12.8.12 – Tra Bajkal e Ulaan Baatar

by Armando posted 16 agosto 2012 category Mongolia

12.8.12 – Ora locale 20:41 – Tra Bajkal e Ulaan Baatar  – km percorsi 9996

 

Siamo partiti abbastanza presto lasciandoci alle spalle lo splendido scenario del lago Bajkal sul dolce promontorio. Oggi saluteremo il gigante russo e faremo conoscenza con un nuovo ed affascinante paese : la Mongolia. Soltanto il nome è già sinonimo di natura e storia, di praterie immense e sconfinate; paese d’origine di uno dei più grandi conquistatori dell’intera storia dell’umanità ovvero Gengis Khan, che con la sua Orda d’Oro conquistò e fondò un impero così vasto da fare invidia allo stesso Alessandro Magno. Man mano che ci avviciniamo alla frontiera il paesaggio comincia a cambiare; gli alberi diventano sempre più rari e la terra sempre più rossa. La strada asfaltata che percorriamo è disseminata di insidie e di crateri.

Siamo emozionati e ansioso di poter percorrere i sentieri di un paese così tanto lontano da casa nostra, la curiosità è tanta e la voglia si scoprire nuove cose non ci abbandona mai. Per di più abbiamo un appuntamento ad Ulaan Baatar con Nyamaa, mongola verace che ha vissuto in Italia ed ora presiede all’associazione culturale italiana in Mongolia. Nyamaa ci ospiterà e ci faciliterà il nostro primo approccio con la cultura mongola.

Arriviamo alla frontiera e facciamo conoscenza con un gruppo di una ventina di italiani : sono stati lasciato da un autobus ed hanno scoperto che il passaggio in a piedi non si può fare; è obbligatorio attraversarla con un veicolo.

Ci sembra molto strana questa cosa….

Comunque i ragazzi hanno risolto dividendosi in piccoli gruppi ed attraversando ciascuno a bordo di un veicolo mongolo.

La trafila anche qui è molto lunga e non ce la caviamo prima di tre ore abbondanti tra controllo documenti, compilazione di vari moduli, ispezione del veicolo e quant’altro.

Tuttavia l’accoglienza è molto più gioviale e rilassata rispetto alla forntiera russa; addirittura siamo stati aiutati da una hostess parlante inglese per la corretta compilazione dei moduli.

Sbrigate tutte le pratiche ed ottenuto il prezioso timbro d’ingresso entriamo finalmente in mongolia e la prima cosa che facciamo è quella di fermarci dopo un po’ per mangiare.

Non prima tuttavia di aver pagato un’assicurazione obbligatoria per il veicolo al prezzo di 40 dollari pagati ad uno dei guardafrontiera (all’occorrenza era quello che proprio in quel momento stava perdendo a poker contro il collega).

Vogliamo feramrci per fare una sosta e mangiare qualcosa ma ,dopo chilomeri e chilometri a cercare un posto all’ombra, ci rassegniamo al fatto che non ci siano alberi da nessuna parte e ci fermiamo di fianco alla strada a mangiare una meravigliosa scatoletta di tonno comprata in Russia. Vi assicuro che non ho mai visto un tonno così sminuzzato e dal sapore così non di tonno. Subito  scambiamo due chiacchiere ( o meglio scambiamo qualche gesto ) con due pastori mongoli che si soffermano a osservare la nostra macchina.

Abbiamo notato, anche durante i controlli alla frontiera, che i mongoli sono molto curiosi e non perdono occasione di scambiare due parole ( fra l’altro qui molti parlano l’inglese ).

Finito il pranzo ripartiamo e immediatamente dopo il primo dosso ecco dinanzi a noi presentarsi tutta l’ombra di una meravigliosa e fittissima foresta….

Cia avviciniamo sempre di più alla capitale è nel preciso momento in cui avevamo necessità di tutto il nostro potenziale tecnologico per poter concordare l’appuntamento preciso con Nyamaa ogni cosa cessa di funzionare: con i cellulari non si riesce più a chiamare ne ad inviare messaggi, non abbiamo più a disposizione internet poiché la sim dati russa ha cessato di funzionare e l’unica cosa che abbiamo a nostra disposizione sono delle coordinate lasciateci da Nyamaa come luogo dell’appuntamento.

Sfruttiamo tutto il nostro potentissimo senso della logica per rispettare l’appuntamento ed il risultato è che ci siamo trovati in pieno centro città a pregare un abitante locale di fare una telefonata a Nyamaa con il suo cellulare per farci venire a prendere….

Nyamaa dopo una piccola deviazione di 44 km ci ha trovati e ci ha accompagnati alla sua Guest House dove ci ha fatto sistemare per la notte.

Qui facciamo conoscenza con Roberto Ive, che ha una stanza tutta l’anno nella Guest House e che è autore di numerosi libri sulla Mongolia.

Roberto ci accoglie (come anche Nyamaa ) con calore e subito scambiamo due chiacchiere con lui: giornalista e avventuriero, Roberto ha vissuto lungamente in Mongolia e ne conosce cultura, tradizione e luoghi.

Facciamo una lunga chiacchierata con lui, sorseggiando vodka,  e fra preziosissimi consigli su dove andare e cosa vedere ( è stato lui d’altronde a stilarci il programma di viaggio per i giorni che avevamo a disposizione )scopriamo anche che ha partecipato ad una edizione del Camel Trophy, e precisamente l’edizione dell’88….. WOW….

Superato lo shock andiamo a mangiare in un localino lì vicino e subito dopo andiamo a dormire.

 

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