11.8.12 – Su un’altra sponda del lago Bajkal

by Armando posted 12 agosto 2012 category Russia

11.8.12 – Ora locale 19:36 – Su un’altra sponda del lago Bajkal  – km percorsi 9226

 

Questa mattina abbiamo deciso di utilizzare la tecnica del risveglio naturale, perciò il primo a mettere la testa fuori dalla tenda lo ha fatto intorno alle 11 e mezza.

Era necessario, ne  avevamo bisogno ed infatti notiamo subito gli effetti benefici del dormire in posizione orizzontale: riusciamo a camminare in linea retta e addirittura a concludere alcune frasi di senso compiuto.

La musica tecno house ci accompagna anche in questa fase del risveglio e ci accompagnerà fino al momento della partenza.

Già siamo tristi pensando a questo distacco e vorremmo sinceramente demolire lo stereo che emette queste armoniche note al fine di non far godere ad altri questa estasi musicale; lo so, è un proposito egoista, ma quando le vibrazioni armoniche raggiungono delle vette di così celestiale perfezione, il dolore per la separazione da ciò può spingere anche a questo.

Comunque, prima di ripartire, Giulio ed io decidiamo di fare una passeggiata lungo il lago mentre Andrea e Gabriele rimangono a guardia del forte.

Camminiamo un’oretta e la situazione lungo le sponde non cambia: immondizia onnipresente, case costruite lungo la costa e rigorosamente recintate, barche di alluminio poggiate a bordo lago e qualche bagnante di tanto in tanto.

Solo rivolgendo lo sguardo lontano sul lago si riesce ad essere coinvolti dalla bellezza del posto.

Tornando al campo cominciamo a rimettere ordine per poter ripartire.

Durante i preparativi un gioioso russo, un ragazzo magro sui 25 anni, completamente ubriaco, proprio nel senso si non avere più la minima possibilità di tornare ad uno stadio normale entro le 48 ore, ci intrattiene venendo a visitarci regolarmente più o meno ogni mezz’ora.

Il simpatico individuo, preso di mira di volta in volta uno di noi, comincia a parlare normalmente e fari interi discorsi (in russo ) con il chiaro atteggiamento di colui il quale pretende una risposta…. Il tutto toccando insistentemente l’interlocutore e parlandogli ad una distanza misurabile in micron.

Durante il mio turno sacrificale il giocherellone decide di introdurmi agli arcani misteri del “Rusky Durak”, una specie di briscola locale russa le cui regole, anche dopo attente ed insistite spiegazioni, mi rimangono ignote.

Il mio senso della logica, poichè effettivamente ho tentato di comprendere il gioco, ha ceduto il campo alla disperazione e allo sconforto dopo più o meno 38 secondi.

Un’altra incursione del nostro amico è stata giustificata con l’intento di volerci offrire delle sigarette locali e della birra in bottiglia di plastica da 2,5 litri.

Tanta la simpatia e la educata accoglienza del nostro amico che abbiamo accelerato, senza tuttavia consultarci, i ritmi per la partenza; tant’è che abbiamo battuto ogni record per rimettere tutto in macchina, chiudere le tende, sistemare la cassa sul tetto e ripartire con tanto di sgommata.

Non abbiamo percorso molta strada, poche centinaia di chilometri e ci siamo fermati su una piccola altura a 5 o 6 metri dal lago; da pausa per sgranchirsi è diventata sosta per la notte.

Complice anche lo scenario nettamente più suggestivo del precedente: sulla destra un piccolo villaggio, sulla sinistra una distesa di erba verde e di fronte a noi, dopo un piccolo declivio di qualche metro, la spiaggia ed il lago.

Dietro di noi una ferrovia con un passaggio di treni merci intensissimo…. Ma questa è un’altra storia…

Abbiamo cenato gustandoci un tramonto magnifico sul lago, uno di quei tramonti che ti fanno fare pace con il mondo, un tramonto da non farti parlare con la voce, ma con gli occhi e con il cuore…

Calato il sole sono comparse le prime decine di centinaia di migliaia di zanzare, le quali ci hanno convinto, senza troppo insistere, a farci raggiungere le tende per la notte….

Nel frattempo abbiamo preso contatti con il cinese per il nostro secondo passaggio in Cina ed apparentemente le cose si complicano un po’ poiché per soli 400 chilometri ci vengono chiesti tanti , troppi, soldi. Infatti valutiamo l’opportunità di fare una strada alternativa, ma anche questa cosa non è semplice.

Abbiamo anche preso contatto con una ragazza mongola che vive ad Ulaan Baator e gestisce una Guest House, la quale ci accoglierà e addirittura ci verrà incontro per accompagnarci lungo il tragitto.

P.S. Perdonate gli errori di battitura e le frasi a volte un po’ senza senso, ma scrivo in macchina e le delicate buche che incontriamo ogni 20 centimetri mi costringono a volte anche a dover recuperare il pc al volo.

Magari al ritorno rimetterò tutto in ordine e farò un diario come si deve.

Comments are closed.

Top