1.9.12 – Tra Shigatse e Zangh-Mu

by Armando posted 12 settembre 2012 category Tibet

1.9.12 – Tra  Shigatse e  Zangh-Mu  - km percorsi 18161

 

Anche questa nottata è alle nostre spalle e facciamo subito rotta verso il monastero Tibetano di Shigatse.

L’aria che si respira in questo monastero è contrastante…da un lato i monaci che pregano con i loro abiti classici che conferiscono al luogo un aurea di autenticità, dall’altro lato si può scorgere un cantiere in piena attività in cui decine di operai stanno costruendo altre parti di monastero praticamente nuove di zecca…

Questo fa pensare che il tutto sia costruito ad hoc per i turisti e purtroppo la magia e il mistero che ti aspetti di avvertire si disperde.

Dimenticavo, ovviamente Frank, come di consueto, ci aspetta in macchina perchè a suo dire è stanco e non ha voglia di camminare. Alle 11 circa Frank ci avverte improvvisamente che dobbiamo affrettarci, infatti,   dobbiamo raggiungere Zangh-Mu per le 21 in maniera tale che possa incontrarsi con il suo collega dell’ufficio doganale così da poter iniziare le procedure di uscita dal confine cinese.

Continuano inesorabili i controlli lungo la strada da parte delle forze dell’ordine.

Incrociamo sulla nostra strada ancora altri due valichi montani da 5200 metri, così da poter iniziare ad osservare la spettacolarità dei paesaggi nepalesi…

La vegetazione ai lati delle montagne si fa sempre più verde, fiumi e cascate che circondano sia il paesaggio che la vettura stessa lungo la strada, è semplicemente un paesaggio fiabesco.

La discesa è vertiginosa e segue il costone delle montagne lungo numerose vallate.

I giochi di luce sono emozionanti e senza fine, le cascate che si precipitano e gli alberi appesi alle rocce spioventi sono uno scenario indimenticabile, è una delle strade più belle che abbiamo mai percorso.

Ma la cosa che lascia più di ogni altra cosa a bocca aperta è Zangh-Mu. Immaginate un paese di frontiera, dove camion che vanno e vengono dal Nepal attraversano la città e le sue strade…le sue strade? La sua strada!

Zangh-Mu è una città che sembra costruita più per ragioni di sfida che per necessità. Essa è arroccata lungo il pendio molto ripido della montagna ,i suoi palazzi sono costruiti sopra le cascate che scorrono immediatamente sotto e ai lati.

Sono cascate di torrenti molto impetuosi e il rumore di fondo di questa città è incessantemente quello dello scorrere veloce e potente dell’acqua. La strada è poco più di una corsia, le auto sono parcheggiate ai lati ed ovviamente è a doppio senso…

Ancora adesso ripensandoci non riusciamo a renderci conto di come possa scorrere il traffico, eppure scorre. Alle volte per cercare un passaggio tra le auto ci si avvicina talmente tanto alle vetrine dei negozi che allungando una mano si riesce praticamente ad afferrare e acquistare i prodotti sugli scaffali…

Non è uno scherzo, è esattamente così. Ad ogni modo una volta arrivati a Zangh-mu il collega di Frank non esiste…ma per nostra fortuna riusciamo a stringere amicizia con un altro funzionario della dogana che si rivela molto disponibile e capisce il nostro bisogno di oltrepassare il confine il prima possibile. Ci invita a mangiare nel suo ristorante e accettiamo…non abbiamo mai mangiato così piccante.

Qui si raggiungono dei livelli di piccantezza semplicemente spaventosi, imbarazzanti…

Ma la fame è tanta e la birra ci aiuta almeno nella prima parte della digestione del pasto.

I piatti a base di verdura sono molto buoni ma il pollo con il peperoncino è un ammasso informe di peperoncini rossi, appunto, ed ossa di pollo, non mancano le zampe di gallina a fare decoro di questo piatto tipico.

A questo punto sfamati e stanchi apriamo le tende e andiamo a dormire.

Dormiamo di fronte la dogana cinese, con i militari di guardia a farci da compagnia.

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